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Visualizzazione dei post con l'etichetta Differenziazione dell'insegnamento

Le fabbriche degli strumenti non si fermano!

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 di MANUELA SALANI. La videoconferenza “Le Fabbriche non si fermano” e la presentazione dei video sono stati una bellissima esperienza e un’occasione per dare nuova linfa alle Fabbriche degli Strumenti. Il grande numero di iscritti alla videoconferenza (più di mille) ci fa sicuramente piacere, ma ci investe anche di una maggiore responsabilità verso i docenti del nostro movimento che, già nella chat, hanno mostrato molto interesse per le nostre proposte. La videoconferenza, in modalità blended, ha alternato interventi teorici e di largo respiro alla presentazione di esemplificazioni operative sulle innovazioni presentate grazie al lavoro di alcune docenti di Lucca e ai loro alunni. Nel mio intervento introduttivo ho spiegato che l’obiettivo dell’incontro era quello di rilanciare e valorizzare il ruolo delle FABBRICHE, di promuovere un “ritorno alle origini” del nostro movimento ponendo gli strumenti come base operativa e concreta del fare scuola quotidiano…...per ...

Approfondiamo l'Universal Design for Learning (UDL)

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  REDAZIONALE.  La traduzione educativa del concetto di Universal Design, introdotto dall’architetto americano Ronald L. Mace, in Universal Design for Learning (UDL) implica, come sottolinea Orkwis, (1999,p.1) “ una progettazione di materiali e attività didattiche che permettano il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da soggetti con un’ampia varietà di differenze nelle loro abilità di vedere, udire, parlare, muoversi, leggere, scrivere, capire la lingua, partecipare, organizzare, impegnarsi, e memorizzare” . In questa prospettiva, l’UDL prevede un’organizzazione dell’ambiente di apprendimento fornito di una molteplicità di strumenti e mezzi di rappresentazione e presentazione : tattili, visuali, uditivi proposti a vari livelli di complessità. L’Universal Design for Learning si fonda su tre principi molto vicini all’impostazione di Senza Zaino (AA. VV. 2013) e che sono così riassumibili: Principio 1 – Fornire un’ampia varietà di mezzi di rappresen...

Una scuola inclusiva in quanto globale: il modello Senza Zaino

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  di ELISABETTA NANNIZZI. L’idea dell’inclusione dovrebbe creare un atteggiamento che si basa non sulla misurazione della distanza da un preteso standard di adeguatezza, ma sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti. L’idea di scuola inclusiva, in quanto globale, ispira il modello Senza Zaino alla base del quale troviamo il principio secondo cui  è necessario progettare un intero ambiente formativo globale che incontri, tramite anche percorsi differenziati ed evitando le trappole della standardizzazione, la particolarità di ognuno: si tratta del metodo dell’Approccio Globale al Curricolo (GCA). In sintesi il GCA propone una visione sistemica dell’ambiente formativo che si declina in 4 caratteri essenziali:  la globalità dell’ambiente ; la globalità della persona ; la globalità del sapere ; la globalità come integrazione delle differenze , poiché l’ambiente formativo è progettato per rispondere alle e...