Il modello drammaturgico dell'insegnante
di ANNA CHIARA SOCCIARELLI. Immagina di essere seduto nella platea di un teatro, pronto ad assistere ad uno spettacolo che dovrebbe cominciare alle 21.00 in punto. Sono le 21:20, lo spettacolo non è ancora iniziato. Dalla platea si riescono a sentire chiare le voci degli attori, ancora dietro le quinte, che ripassano, e i rumori degli oggetti di scena che, ad uno ad uno, vengono posizionati sul palcoscenico. 21:30, lo spettacolo finalmente inizia, ma ancora qualcosa va storto. Gli attori si limitano a ripetere la propria parte in modo meccanico e inespressivo, stando fermi al proprio posto. Alcuni addirittura si scordano le proprie battute e, per questo, bloccano la performance. Gli oggetti di scena, infine, non si trovano al posto giusto, e spingono il protagonista ad utilizzare un libro al posto di un piatto e un bicchiere al posto di un cappello. Che cosa proveresti, trovandoti lì? Sicuramente tra il pubblico dilagherebbe un grande senso di insoddisfazione. L’indig...