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Il modello drammaturgico dell'insegnante

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  di ANNA CHIARA SOCCIARELLI.   Immagina di essere seduto nella platea di un teatro, pronto ad assistere ad uno spettacolo che dovrebbe cominciare alle 21.00 in punto. Sono le 21:20, lo spettacolo non è ancora iniziato. Dalla platea si riescono a sentire chiare le voci degli attori, ancora dietro le quinte, che ripassano, e i rumori degli oggetti di scena che, ad uno ad uno, vengono posizionati sul palcoscenico. 21:30, lo spettacolo finalmente inizia, ma ancora qualcosa va storto. Gli attori si limitano a ripetere la propria parte in modo meccanico e inespressivo, stando fermi al proprio posto. Alcuni addirittura si scordano le proprie battute e, per questo, bloccano la performance. Gli oggetti di scena, infine, non si trovano al posto giusto, e spingono il protagonista ad utilizzare un libro al posto di un piatto e un bicchiere al posto di un cappello. Che cosa proveresti, trovandoti lì? Sicuramente tra il pubblico dilagherebbe un grande senso di insoddisfazione. L’indig...

Il modello dell'artigiano

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  di ELISABETTA NANNIZZI e SABRINA TAMBELLINI.  Nel  Modello dell'Artigiano l'aula e la scuola assumono la caratteristica di una bottega, come quella di un artigiano.   Nell'aula, come nella bottega, si pianifica l'attività, si usano strumenti e materiali e si realizzano prodotti utili per scambiare e mettere in mostra. I docenti sono chiamati a guidare e a sviluppare un apprendistato cognitivo, assumendo un ruolo di guida e implementando la  cooperazione tra gli allievi.  Non solo nel modello Senza Zaino si dà spazio all'apprendistato cognitivo all'interno di un apprendimento situato, ma molti studiosi lo hanno proposto come Wenger, Sennet, Maglioni... Il modello dell'artigiano propone un approccio globale al curricolo e al sistema delle attività che si articola in una progettazione più complessa dell'iter scolastico.  Nel modello dell'artigiano emerge forte il confronto fra i due approcci: l'approccio tradizionale, idealistico e depositario vs ...

Uno zaino troppo pesante

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     di MARIA PAOLA PIETROPAOLO. Ancora una volta nel titolo del nuovo libro di Marco Orsi è presente lo zaino, un oggetto simbolo che ricorre nella storia ormai ventennale del movimento e lo definisce sin dal nome. Tutto è cominciato, infatti, togliendo lo zaino dalle spalle di bambini e bambine e ristrutturando completamente gli spazi di apprendimento. Un gesto reale e simbolico, che ha comportato quella che una mamma ha felicemente definito “ una rivoluzione silenziosa ”: un cambiamento radicale del modo di stare in classe e di insegnare.  Il libro di Marco Orsi questa volta utilizza la metafora dello zaino in senso più generale, opponendo   la pesantezza di una scuola “pachiderma”, sia pure liquido, alla prospettiva di una scuola più leggera ed agile , liberata nell’organizzazione ma anche nella didattica dalle procedure farraginose e dalle sovrastrutture che si sono accumulate negli anni, favorite anche da una legislazione che ha appesantito oltremodo...